Conquistare il titolo di miglior Grassroots Club d’Italia non è un traguardo che si raggiunge per caso. Dietro al riconoscimento ricevuto dalla Varesina al Centro Tecnico Federale di Coverciano c’è un lavoro costruito negli anni, fatto di risultati sportivi, progettualità, inclusione sociale e valorizzazione dei giovani. Un percorso che ha trasformato il club rossoblù in una delle realtà più apprezzate del panorama nazionale.

A raccontare il presente e il futuro della Varesina è Paolo Masini, direttore sportivo del settore giovanile, figura chiave nella crescita del progetto. Dall’Attività di Base ai successi dell’Agonistica, passando per i progetti dedicati alla disabilità e alla formazione dei ragazzi, fino al tema della valorizzazione dei talenti e alle sfide che una società dilettantistica deve affrontare ogni giorno per continuare a competere ai massimi livelli. Aspetti di cui la Varesina è maestra.

Partiamo dal riconoscimento ricevuto a Coverciano. Che significato ha per voi il premio UEFA Grassroots?
“È un riconoscimento che nasce principalmente da tutto quello che di buono abbiamo fatto con l’Attività di Base, dai progetti realizzati nelle scuole al lavoro legato allo sport e alla disabilità, senza dimenticare i risultati ottenuti dal settore giovanile negli ultimi anni. Credo sia un insieme di valori che impreziosisce il lavoro della Varesina sul territorio, una realtà che ormai non ha più una dimensione soltanto provinciale ma sicuramente regionale e nazionale”.

Immagino sia motivo di grande orgoglio vedere il vostro lavoro riconosciuto a livello federale.
“Assolutamente sì. I risultati sono importanti perché rappresentano un termometro della situazione, ma quando il lavoro svolto viene riconosciuto dall’esterno significa che si è sulla strada giusta. Questo premio ci conferma che il percorso intrapreso è corretto e che dobbiamo continuare a seguirlo”.

Quanto è difficile conciliare l’aspetto sportivo con quello educativo e sociale?
“In realtà le due cose vanno di pari passo. Investire sull’extrasportivo porta benefici anche sul campo. Le famiglie percepiscono la Varesina come una società seria, che investe sulle strutture, sulle persone e sui ragazzi. Questo permette di creare un ambiente qualitativo che va oltre il semplice risultato sportivo e rappresenta probabilmente uno dei punti di forza della nostra crescita”.

Tra i tanti progetti portati avanti ce n’è uno a cui siete particolarmente legati?
“Per quanto mi riguarda, sicuramente quello legato alla disabilità. Una volta al mese le nostre squadre svolgono attività insieme a questi ragazzi e si rendono conto che esistono problematiche molto più importanti di una vittoria o di una sconfitta. È un’esperienza che li aiuta a crescere come persone e a comprendere quanto siano fortunati. Credo che questo sia uno degli insegnamenti più preziosi che possiamo trasmettere”.

Negli ultimi anni la Varesina è cresciuta enormemente. Quanto è stimolante continuare ad alzare l’asticella?
“Da una parte ti dà consapevolezza di quanto fatto perché vincere campionati e titoli regionali significa aver lavorato bene. Dall’altra aumentano anche le difficoltà. Restiamo una società dilettantistica e molte realtà professionistiche vengono a osservare e a prendere i nostri migliori giocatori. Fa parte del gioco e deve rappresentare uno stimolo per continuare a crescere, migliorare e trovare nuovi talenti”.

Paradossalmente, però, spesso la qualità del lavoro svolto non ha nulla da invidiare a quella di molte società professionistiche.
“Questo è sicuro. Ci sono realtà professionistiche che magari hanno uno status differente, ma lavorano meno bene di noi. Però è normale che per alcune famiglie il fascino di certi campionati e di certi contesti abbia un peso. Noi dobbiamo continuare a fare il nostro percorso e dimostrare ogni giorno il valore del nostro lavoro”.

A livello numerico siete ormai una realtà consolidata. Dove può arrivare ancora la Varesina?
“Oggi siamo verso i 700 tesserati, considerando anche il progetto femminile. Per quanto riguarda l’Agonistica abbiamo già una struttura molto articolata e i numeri sono sostanzialmente quelli. Crescere ulteriormente da un punto di vista quantitativo diventerebbe complicato da gestire; l’obiettivo, infatti, non è aumentare i numeri a tutti i costi, ma mantenere alta la qualità. In tal senso, confermarci all’interno del circuito Inter è una bella vetrina: ci permette di offrire ai nostri migliori giocatori la possibilità di essere osservati da vicino da realtà di alto calibro”.

E sul tema delle affiliazioni?
“Oggi siamo ben radicati sul territorio e i numeri ci consentono già di monitorare in modo efficace il Varesotto, parte della provincia di Como e l’area milanese. Se in futuro dovesse presentarsi un’opportunità interessante la valuteremo, ma non è una priorità in senso stretto”.

Passiamo al campo: qual è il giudizio alla stagione dell’agonistica?
“Direi molto positivo. Abbiamo vinto i gironi con Under14, Under16 e Under17, conquistato il titolo regionale con l’Under16 e raggiunto le finali regionali con Under14 e Under17. Al di là dei risultati, però, ciò che ci interessa maggiormente è la crescita dei ragazzi e la loro valorizzazione”.

In questo senso il caso di Tassani rappresenta forse l’esempio più emblematico.
“Assolutamente. Tassani, e ricordo che parliamo di un classe 2009, ha svolto tutto il percorso nell’Accademia Varesina. Quest’anno ha disputato il campionato Juniores Nazionale sotto età, poi ha esordito in Prima Squadra e ha collezionato tredici presenze da titolare in Serie D. Oggi ha firmato un contratto triennale con l’Atalanta Under23. Per noi questa è probabilmente la soddisfazione più grande, perché dimostra che i ragazzi ci sono e che, se accompagnati nel modo corretto, possono arrivare molto lontano”.

Guardando al futuro, quali saranno i prossimi appuntamenti?
“Dal mese di luglio partiranno gli Open Day nelle strutture di Venegono, Vedano e Lonate. Sarà un’occasione per permettere a tante famiglie di conoscere da vicino la nostra realtà e, allo stesso tempo, per individuare nuovi profili interessanti da inserire nel nostro percorso di crescita”.

OPEN DAY VARESINA

SETTORE MASCHILE

C.S MARIO PORTA (VEDANO OLONA)
Mercoledì 1 luglio dalle ore 18.30: ANNATA 2012
Giovedì 2 luglio dalle ore 18.30: ANNATA 2013
Venerdì 3 luglio dalle ore 18.30: ANNATA 2014
Sabato 4 luglio dalle ore 10.00: ANNATA 2015
Sabato 4 luglio dalle ore 14.30: ANNATA 2016
Sabato 4 luglio dalle ore 16.30: ANNATA 2017
Venerdì 10 luglio dalle ore 18.30: ANNATA 2016

VARESINA SPORTS CENTER (CASTIGLIONE OLONA)
Sabato 4 luglio dalle ore 09.30: ANNATA 2018
Sabato 4 luglio dalle ore 11.00: ANNATA 2019
Sabato 4 luglio dalle ore 11.00: ANNATA 2020
Sabato 4 luglio dalle ore 11.00: ANNATA 2021-21 (KIDS)
Sabato 11 luglio dalle ore 10.00: ANNATA 2017
Sabato 11 luglio dalle ore 14.30: ANNATA 2018
Sabato 11 luglio dalle ore 16.00: ANNATA 2019
Sabato 11 luglio dalle ore 16.00: ANNATA 2020
Sabato 11 luglio dalle ore 16.00: ANNATA 2021-21 (KIDS)

SETTORE FEMMINILE

ELMEC SOLAR STADIUM (VENEGONO SUPERIORE)
Mercoledì 1 luglio dalle ore 18.30: ANNATE 2007-2008-2009-2010-2011
Giovedì 2 luglio dalle ore 18.30: ANNATE 2012-2013-2014-2015
Venerdì 3 luglio dalle ore 18.30: ANNATE 2016-2017-2018-2019-2020
Sabato 11 luglio dalle ore 16.30: ANNATE 2007-2008-2009-2010-2011
Sabato 11 luglio dalle ore 14.30: ANNATE 2012-2013-2014-2015
Sabato 11 luglio dalle ore 10.00: ANNATE 2016-2017-2018-2019-2020

Matteo Carraro

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