
La vicenda Malnatese continua ad arricchirsi di nuovi capitoli e, al netto delle posizioni ormai ben delineate delle parti in causa, resta una certezza difficile da ignorare: dal prossimo 30 giugno una storica realtà del calcio cittadino cesserà la propria attività. Un epilogo che, come già raccontato nelle scorse settimane, rappresenta inevitabilmente una ferita per tanti ragazzi, famiglie, dirigenti e appassionati che negli ultimi anni avevano contribuito alla rinascita del club bianconero.
Dopo il grido d’allarme lanciato dal presidente Marco Bernasconi, le repliche dell’Amministrazione Comunale, gli interventi delle forze di opposizione e i successivi botta e risposta che hanno acceso il dibattito pubblico, il Comune di Malnate torna nuovamente sulla questione attraverso un ulteriore comunicato ufficiale. Una presa di posizione netta, nella quale l’Amministrazione respinge le accuse mosse nelle ultime settimane, rivendica la correttezza dell’iter amministrativo seguito per l’assegnazione degli impianti sportivi di via Gasparotto e ribadisce come tutte le procedure adottate siano state dettate esclusivamente dal rispetto delle normative vigenti e dagli obblighi legati agli investimenti finanziati attraverso il PNRR.
Nel documento l’Amministrazione sottolinea inoltre come il calcio malnatese non sia a rischio, evidenziando la volontà di garantire continuità all’attività sportiva attraverso l’attuale bando annuale e il futuro affidamento pluriennale previsto per l’autunno. Non mancano, infine, alcune considerazioni sullo stato del movimento calcistico locale e sul progressivo calo degli iscritti registrato negli ultimi anni.
Di seguito il comunicato integrale diffuso dall’Amministrazione Comunale di Malnate:
Impianti sportivi: basta polemiche strumentali, l’Amministrazione ha semplicemente rispettato le regole
Il calcio a Malnate continua
Leggiamo con stupore le dichiarazioni di Malnate Ideale e di altri esponenti delle minoranze consiliari che continuano ad alimentare una polemica tanto accesa quanto distante dalla realtà dei fatti.
Colpisce innanzitutto che, dopo il nostro precedente comunicato, nel quale abbiamo illustrato in modo dettagliato e trasparente l’intera vicenda, vi sia ancora chi dimostra di non aver compreso – o di non voler comprendere – quale sia il quadro normativo che regola l’assegnazione degli impianti sportivi comunali.
Parliamo di strutture oggetto di un investimento pubblico superiore a un milione di euro, finanziato attraverso risorse del PNRR. Un intervento di questa portata comporta precisi obblighi amministrativi e impone procedure pubbliche di assegnazione, trasparenti e aperte a tutti. Non è una scelta politica dell’Amministrazione: è la legge.
Per questo motivo risultano francamente incomprensibili alcune affermazioni contenute nei comunicati delle opposizioni. Quando si sostiene che il Comune avrebbe dovuto fare di tutto per garantire la permanenza di una specifica società nella gestione degli impianti, si sta implicitamente chiedendo all’Amministrazione di derogare ai principi di imparzialità e parità di trattamento che ogni ente pubblico è tenuto a rispettare.
Noi non la pensiamo così.
Amministrare significa applicare le regole, non aggirarle. Significa garantire a tutti le stesse opportunità, non costruire corsie preferenziali per qualcuno. Significa operare nella trasparenza, anche quando le decisioni non piacciono.
La società Malnatese Calcio ha avuto le stesse identiche possibilità di partecipazione riconosciute a tutti gli altri soggetti. Ha partecipato al primo bando, nel quale la documentazione presentata risultava incompleta, così come accaduto ad altri partecipanti. Oggi è aperta una nuova procedura, pubblicata sulla piattaforma Sintel, per una gestione temporanea annuale basata esclusivamente sul progetto sportivo. Anche in questo caso nessuno è stato escluso e nessuno è stato discriminato.
In autunno verrà poi pubblicato il bando pluriennale per l’affidamento complessivo degli impianti, predisposto con la Centrale Unica di Committenza, che garantirà una prospettiva stabile e di lungo periodo per il calcio malnatese e per la valorizzazione degli importanti investimenti effettuati.
Ciò che preoccupa davvero è il clima che alcune forze politiche stanno contribuendo a creare. Continuare a raccontare che l’Amministrazione sarebbe responsabile delle difficoltà di una singola società significa alimentare tensioni inutili e fornire ai cittadini una rappresentazione parziale della realtà.
La verità è che il calcio a Malnate non è a rischio.
A rischio, semmai, è un certo modo di interpretare la gestione degli impianti pubblici come se fossero patrimonio esclusivo di qualcuno. Gli impianti comunali appartengono a tutta la comunità e devono essere gestiti nel rispetto delle regole, nell’interesse generale e non di singoli soggetti.
Va inoltre ricordato che la situazione della società Malnatese non può essere ridotta a una semplice contrapposizione tra Comune e associazione sportiva. Esistono elementi oggettivi che raccontano una realtà più complessa, compresi aspetti amministrativi e fiscali che non possono essere ignorati quando si affronta il tema con serietà.
Così come non può essere ignorato un dato evidente: negli ultimi anni il calcio giovanile a Malnate ha vissuto un calo costante di iscritti. Molte famiglie e numerosi atleti malnatesi, dai piccoli ai più grandi, hanno scelto di trasferirsi verso le società calcistiche limitrofe. Un fenomeno che non può essere ignorato e che apre una necessaria riflessione sul futuro del comparto calcistico locale.
Il nostro obiettivo non è difendere posizioni acquisite o conservare equilibri del passato. Il nostro obiettivo è costruire le condizioni affinché il calcio a Malnate possa crescere, rafforzarsi e tornare attrattivo per i giovani e per le famiglie.
Siamo convinti che tra un anno i cittadini potranno valutare concretamente i risultati del percorso intrapreso: impianti riqualificati, procedure trasparenti, investimenti valorizzati e una realtà sportiva solida in grado di garantire continuità e sviluppo.
Le polemiche passeranno. Le regole, la correttezza amministrativa e l’interesse pubblico restano. Ed è su questi principi che continueremo a lavorare.
Matteo Carraro































