
La Solbiatese si prepara a vivere quella che potrebbe essere una domenica storica per il club. Al “Chinetti” arriverà infatti il Fossano per il match di ritorno del primo turno degli Spareggi Nazionali, dove in palio resistono sette slot per la promozione in Serie D (da contendersi nel secondo turno). L’andata ha sorriso agli uomini di Gatti, capaci di espugnare lo stadio “Angelo Pochissimo” con uno 0-1 di misura che accresce inesorabilmente l’entusiasmo all’interno dello spogliatoio. Sarà tuttavia vietato abbassare la guardia, dato che in caso di successo nel fine settimana, i nerazzurri non solo si garantirebbero l’accesso al secondo e ultimo spareggio, bensì si posizionerebbero anche al primo posto nella graduatoria degli eventuali ripescaggi per la massima serie dilettantistica.
Una suggestione che raddoppia il valore del match per la società di Solbiate, pronta a mettere in atto la miglior prestazione possibile nella straordinaria cornice casalinga, già capace di stupire in diverse occasioni durante l’anno (vedasi l’atmosfera nella finale playoff fra Solbiatese e Saronno). Intanto a Fossano il titolo di MVP del match se lo è conquistato Matteo Suatoni, centrocampista classe 2006 con esperienze importanti nei settori giovanili di Monza, Spezia e Pro Patria (tra cui anche una breve parentesi al Varese in estate), la cui rete ha sancito il match d’andata, conferendo ai nerazzurri un vantaggio importante in vista del ritorno.
Una firma dal valore cruciale, frutto dell’arduo lavoro e dalla fiducia conferitagli da mister Gatti: “È stata una bella emozione segnare domenica, dato che innanzitutto non ero neanche sicuro di giocare, per via della regola degli under che nella Fase Nazionale dei playoff si annulla – ha rivelato Suatoni -. Nonostante ciò, il mister mi ha dato fiducia e mi ha fatto giocare lo stesso, per questo gli sono molto grato e riconoscente. Ho interpretato la gara come da lui richiesto: attaccare spesso la profondità, correre e rincorrere tanto… ho fatto tutto questo e penso di averlo fatto bene. Per quanto riguarda il gol penso di essere stato fortunato, dato che non è stata una rete bellissima come altre che posso aver fatto in passato, però sono anche stato bravo a trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Come squadra abbiamo interpretato la gara secondo me perfettamente, proprio come ci ha chiesto il mister, dunque sono molto contento sia per il gol che soprattutto per la vittoria della squadra“.
Per l’ex Pro Patria si tratta del quarto centro stagionale, tra campionato, Coppa Lombardia e playoff/Spareggi Nazionali: numeri soddisfacenti, anche se la volontà rimane quella di migliorare ulteriormente: “Ritengo che quattro gol non siano pochi, però secondo me per le mie caratteristiche e per le occasioni che ho avuto, avrei potuto farne qualcuno in più. Sono contento perché non posso essere insoddisfatto della mia stagione, però sono allo stesso tempo consapevole che avrei potuto fare di più e che in futuro potrò migliorare ancora di più. Il gol col Fossano è stato sicuramente il più importante anche se il mio primissimo gol stagionale è arrivato in finale di Coppa Lombardia a Seregno contro il Lemine Almenno e anche quello è stato un gol significativo a livello emotivo, perché giocavamo una finale in campo neutro, stadio pieno, perdevamo 1-0 e il mio è stato il gol del pareggio che ci ha spianato la strada per la rimonta e per la vittoria della coppa regionale. Quindi si, sono stati tutti gol che hanno avuto il loro peso e che penso ci abbiano aiutato. Sono molto contento di poter dare il mio contributo quando serve alla squadra”. Piccola curiosità: quando segna Suatoni, la Solbiatese non perde mai; un dato che tuttavia ha un peso relativo secondo il centrocampista nerazzurro: “È vero che quando segno io la Solbiatese non perde mai, però va bilanciato, dato che il mio primo gol in campionato contro l’Ardor Lazzate poteva essere la rete della svolta per la rincorsa all’Arconatese e invece abbiamo pareggiato ed è stato uno di quei risultati che col senno di poi ci ha condannati“.
Quattro gol maturati in 38 presenze stagionali, delle quali 31 da titolare: sempre titolare in Coppa, nei playoff e ora negli Spareggi Nazionali, lasciando intuire che forse oltre alla questione degli Under, il posto dal primo minuto se lo sia guadagnato settimana dopo settimana: “Diciamo che ho sfruttato bene le mie opportunità quest’anno. Mi sono ritrovato in un gruppo forte e soprattutto in ritardo dato che sono arrivato a metà settembre a mercato tra virgolette finito: ero rimasto senza squadra in estate al termine della mia esperienza con la Pro Patria. Sono giunto in un club che c’entra davvero poco con l’Eccellenza e addirittura forse anche con la Serie D: è una società professionista e professionistica in tutto. Io sono arrivato in punta di piedi, ho cercato di far sempre quello che mi han chiesto i mister, prima con Grieco e poi con Gatti. Penso di aver convinto loro con le mie caratteristiche per quello che posso e che so fare e mi sono ritagliato il mio spazio. Per me è motivo di orgoglio e gratificazione il fatto che loro mi facciano giocare nonostante la mia età; sono giovane, anche se non sono così giovane rispetto ad altri ragazzi che giocano in questa categoria, però sono veramente contento della fiducia che ripone in me sia la società che lo staff e soprattutto i miei compagni, che sono veramente come dei fratelli maggiori, a volte anche dei padri. Mi danno dei consigli che devo sfruttare al massimo: sono dei giocatori forti ma soprattutto delle persone speciali“.
Una consapevolezza costruita durante tutto il suo percorso tra i diversi settori giovanili, conoscendo realtà e persone che lo hanno aiutato a consolidarsi e trovare la “grazia” a Solbiate: “Sono uscito tre anni fa da Monza, che è stato il grosso della mia esperienza nel settore giovanile: è casa mia, ci ho giocato per sei anni fino all’Under 18, mi sono trovato benissimo. Poi sono andato a Spezia e finito l’anno lì mi sono ritrovato in Primavera alla Pro Patria. Qui ho conosciuto due persone fantastiche: Bolzoni e Giovanditti. Bolzoni penso sia l’allenatore con il quale ho legato più di qualsiasi altro nel mio percorso da calciatore, mentre Giovanditti è la persona che poi mi ha condotto alla scelta di legare con la Solbiatese, mi ha consigliato fortemente di venire qui dato che la squadra sarebbe stata competitiva, forte, quindi devo tanto a loro. Andato via da Busto Arsizio, ho fatto una settimana e mezza di allenamenti a Varese con Ciceri e Battaglino, tuttavia loro hanno fatto scelte diverse e allora ho deciso di andare a Solbiate che devo dire è stata la mia grazia”.

Ora a Solbiate la prima vera e propria esperienza con i “grandi”: il forte rapporto intrapreso fin da subito con i suoi nuovi compagni ha permesso al 19enne di instaurarsi immediatamente all’interno dello spogliatoio: “L’integrazione con compagni più adulti è stata nuova nel senso che mi sono ritrovato per la prima volta in una rosa di grandi, però già l’anno scorso alla Pro Patria ho fatto tanti allenamenti con la prima squadra, quindi calarmi in uno spogliatoio di persone più grandi, portare rispetto, essere giovane e stare nei propri limiti è un aspetto che conoscevo già diciamo. Poi a differenza dell’anno scorso che ero il ragazzino della Primavera che saliva sporadicamente ad allenarsi, quest’anno sono un vero e proprio membro della squadra per i miei compagni, che mi hanno accolto in maniera fantastica anzi, fantastica è riduttivo, perché sono tutte persone veramente speciali”. Tra i tanti legami, ne spiccano alcuni in particolare: “Ho legato tanto con chiunque, per citarne qualcuno penso a Gasparri, una persona con la quale ho un rapporto fantastico che va oltre al calcio seppur la notevole differenza d’età. Come lui anche tantissimi altri compagni come Gabrielli, Chironi, Cosentino, Guidetti stesso che è come un padre per me, mi dà dei consigli preziosi, non solo calcistici ma soprattutto umani che ritengo fondamentali, dato che l’aspetto mentale fa tanto all’interno di un gruppo. Le condizioni per fare tutto nel migliore dei modi ci sono, per questo mi sono integrato benissimo nel gruppo“.
Se la forza di una squadra è il gruppo, allora si spiega facilmente il motivo per il quale la Solbiatese sia ancora in corsa. Già da inizio stagione per il brianzolo, le aspettative erano chiare: “Sinceramente a inizio anno mi sarei aspettato che potessimo arrivare così lontano. Che fosse dal campionato o tramite playoff o Coppa Nazionale, sapevamo che una di queste tre strade la avremmo portata fino in fondo. Ci abbiamo fortemente provato con la coppa che abbiamo vinto a livello regionale e poi a livello nazionale non siamo riuscire ad andare avanti. Siamo sempre stati consapevoli della nostra forza, poi siamo altrettanto consapevoli di aver perso tanti punti nel nostro percorso in campionato, cosa che poi alla lunga abbiamo pagato perché poi abbiamo avuto un periodo da quando c’è stato il cambio di mister, in cui abbiamo invertito la rotta facendo anche filotto; ciò nonostante il divario con l’Arconatese è sempre stato ampio. Lato playoff invece siamo stati bravi ad evitare il primo turno, poi abbiamo trovato il Saronno, una squadra molto difficile da affrontare perché nettamente in forma mentre noi arrivavamo dalle ultime tre gare di campionato in cui non abbiamo particolarmente brillato, motivo per il quale è stata una gara molto difficile da preparare. Siamo stati bravi ad approcciarla molto bene, l’abbiamo preparata come se fosse già quella una finale, perché effettivamente lo era, e abbiamo vinto meritatamente facendo quella che probabilmente è stata la miglior partita dell’anno“.
Ora il doppio e cruciale incrocio con il Fossano: l’andata ha sorriso ai nerazzurri, ma secondo Suatoni nulla è ancora deciso: “Noi abbiamo vinto il primo tempo, ma manca ancora la gara di domenica che sarà decisiva a tutti gli effetti e nonostante questo piccolo vantaggio che abbiamo dopo aver vinto da loro, rimane tutto ampiamente aperto. È logico che da noi in spogliatoio si respiri un’aria positiva, perché la stagione fisiologicamente sta finendo, siamo agli sgoccioli e quindi ci avviciniamo a quello che potrebbe essere qualcosa di importante, però siamo consci del fatto che dobbiamo ancora spingere sull’acceleratore per meritarci prima la finale e poi chissà che potremmo toglierci soddisfazioni ancora più grandi”.
Per centrare l’obiettivo e avvicinarsi al sogno Serie D, sarà fondamentale la spinta di tutto il “Chinetti”, ecco allora che il centrocampista nerazzurro chiama a raccolta i tifosi: “Mi aspetto un’atmosfera infuocata, così come è stata con il Saronno. Il Chinetti è uno stadio che c’entra poco con questa categoria, è un impianto da professionismo in tutto e per tutto. L’invito che faccio ai nostri tifosi è quello di venire a supportarci e di riempire lo stadio, perché con il loro aiuto siamo ancora più forti“.
ECCELLENZA – SPAREGGI NAZIONALI
PRIMO TURNO (andata 24/05)
1) Levico Terme – Academy Calvairate 1-0
2) Fossano – Solbiatese 0-1
3) Soncinese – Ambrosiana 0-0
4) Nuovo Pordenone – Fezzanese 0-2
5) Lascaris – Cavarzano Belluno 2-2
6) Pietralunghese – Fermana 2-0
7) Certosa – Fiorenzuola 1-0
8) Ars et Labor Ferrara – Santegidiese 0-1
9) Monte Prenestini – Grassina 2-2
10) Viareggio – Ilvamaddalena 1-1
11) Trebisacce – Kamarat 2-0
12) Gladiator – Matese 3-2
13) Taranto – Apice 3-1
14) Avola – Angelo Cristofaro Oppido 3-0
PRIMO TURNO (ritorno 31/05)
1) Academy Calvairate – Levico Terme
2) Solbiatese – Fossano
3) Ambrosiana – Soncinese
4) Fezzanese – Nuovo Pordenone
5) Cavarzano Belluno – Lascaris
6) Fermana – Pietralunghese
7) Fiorenzuola – Certosa
8) Santegidiese – Ars et Labor Ferrara
9) Grassina – Monte Prenestini
10) Ilvamaddalena – Viareggio
11) Kamarat – Trebisacce
12) Matese – Gladiator
13) Apice – Taranto
14) Angelo Cristofaro Oppido – Avola
SECONDO TURNO (andata 07/06 – ritorno 14/06)
Vincente 3 – Vincente 2
Vincente 5 – Vincente 4
Vincente 1 – Vincente 7
Vincente 9 – Vincente 8
Vincente 10 – Vincente 6
Vincente 14 – Vincente 11
Vincente 12 – Vincente 13
Francesco Marcassa



























